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La famiglia al Sinodo/10   versione testuale
Sabato, 13

Dall’intervento di Mons. Romulo G. VALLES, Arcivescovo di Davao (FILIPPINE)

Nell’Instrumentum laboris (n. 80) viene menzionata la bella esperienza della formazione e dello sviluppo di piccole comunità cristiane nelle parrocchie, ciò che ha trasformato le parrocchie in comunità di fede animate e vive. La nostra esperienza nelle Filippine, che ho conosciuto di persona nella regione e nell’isola di Mindanao, lo conferma. Noi le chiamiamo comunità ecclesiali di base. La fede cristiana viene sostenuta e promossa meglio, approfondita e protetta, quando viene vissuta e praticata dai singoli e dalle famiglie in queste comunità ecclesiali di base.
 
Dall’intervento del P. Heinrich WALTER, Superiore Generale dei Padri di Schönstatt (GERMANIA)

Se pensiamo a lungo termine, allora la Chiesa nel mondo occidentale non ha futuro senza un rinnovamento della famiglia. Chi ha figli ha futuro. I genitori con tanti figli appaiono nelle statistiche come le persone più felici della società. Il matrimonio e la famiglia devono essere riconosciuti oggi come una vocazione. È qui che avviene l’evangelizzazione. I credenti seguono, andando controcorrente rispetto alla società, il cammino della sequela di Cristo. Per questo motivo, devono ricevere tutto il sostegno possibile nella preparazione al matrimonio. Il Sacramento del Matrimonio è molto prezioso. Il fallimento del matrimonio ha spesso conseguenze tragiche. Dobbiamo domandarci in modo più chiaro quali sono le condizioni in cui si realizza il Sacramento del Matrimonio. Qui è necessario fare una corretta distinzione per il bene della famiglia. La famiglia rimane il fondamento per l’apprendimento della fede. La famiglia intende la propria casa come casa di Dio. I figli percorrono con i genitori un lungo cammino nell’apprendimento della fede. La vitalità di una comunità è collegata a questi focolari cristiani. Le famiglie non sono solo un luogo privilegiato dell’evangelizzazione, ma, in quanto laiche, sono anche agenti dell’evangelizzazione. In Sudamerica ho conosciuto il progetto delle missioni familiari. Alcune famiglie si riuniscono e durante le vacanze si recano per una settimana in una comunità. Qui vivono in condizioni molto semplici, e, come famiglia, vanno di casa in casa per dare testimonianza della loro fede. Così vengono evangelizzati paesi e quartieri cittadini. È un segno di speranza vedere queste famiglie che testimoniano in pubblico la loro vocazione.
 
Dall’intervento di Mons. José Domingo ULLOA MENDIETA, O.S.A., Arcivescovo di Panamá (PANAMÁ)

Gesù ha inviato i discepoli come suoi testimoni a Gerusalemme, in Galilea e fino agli ultimi confini della terra. Ed era proprio la testimonianza d’amore a suscitare l’ammirazione dei pagani. La testimonianza dell’amore cristiano continua a possedere forza evangelizzatrice oggi; per questo, il Beato Papa Giovanni Paolo II affermava: “La futura evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica” (FC n. 52).
Tuttavia, affinché le nostre famiglie rispecchino questo volto di Chiesa Domestica, è necessario che siano vere comunità di amore e di vita, di fede e di salvezza. E questo sarà possibile nella misura in cui il nucleo familiare si rafforza nella sacramentalità del matrimonio. Per far ciò, dobbiamo però sviluppare e rafforzare la pastorale di accompagnamento ai matrimoni e alle famiglie. Dobbiamo dedicare più tempo e migliori risorse alla preparazione del Sacramento del Matrimonio. Stiamo aspettando con vivo interesse il Vademecum che il Pontificio Consiglio per la Famiglia sta preparando, certi che contribuirà al miglioramento della qualità umana e cristiana dei matrimoni. Dobbiamo prestare una maggiore sollecitudine pastorale, attraverso programmi di accompagnamento, ai matrimoni sacramentali già celebrati, in modo da consolidarli e prepararli allo svolgimento dei propri compiti all’interno della famiglia, della Chiesa e della società. La catechesi per gli adulti sta esigendo maggiore attenzione da parte di tutta la Chiesa. Non dobbiamo trascurare le famiglie che si trovano in situazioni irregolari: esse costituiscono un’altra preoccupazione nella pastorale della Chiesa. Malgrado questa costante preoccupazione, la pastorale delle famiglie in situazione “irregolare” (divorziati risposati) non sembra trovare risposte adeguate al problema ed è spesso fonte di evidente insoddisfazione per i fedeli che vivono questa situazione e che si sentono incompresi, giudicati, condannati ed esclusi, nonostante continuino a credere nella misericordia di Dio Padre e vogliano vivere in seno alla Madre Chiesa.
 
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