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Santo subito il Papa della famiglia   versione testuale
Il Papa convoca il Concistoro per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II



Lunedi 30 settembre 2013, Papa Francesco riunisce il Concistoro ordinario per la canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, il Papa dei Piccoli e il Papa della Famiglia.
 
Nel giorno della sua elezione alla cattedra di Pietro, Papa Roncalli iniziò il suo magistero con quest’invito, rimasto impresso nei cuori di tutti i fedeli: «Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”».
 
Come ha ricordato il card. Ennio Antonelli, già Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, a Papa Wojtyla «meritatamente sono stati attribuiti molti titoli (tra i quali): Papa della famiglia, Papa dei giovani, Papa dei diritti umani, Papa della Divina Misericordia». Questo nostro Dicastero è stato voluto, proprio da Giovanni Paolo II, come «un segno dell’importanza della Pastorale della famiglia nel mondo e, al tempo stesso, uno strumento efficace per aiutare a promuoverla ad ogni livello», come si legge nell’Esortazione apostolica “Familiaris Consortio” (73), che seguì di pochi mesi la nascita del PCF.
Sempre in FC (65) è scritto: «L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia! È, dunque, indispensabile ed urgente che ogni uomo di buona volontà si impegni a salvare e a promuovere i valori e le esigenze della famiglia». E: «La famiglia cristiana è chiamata a prendere parte viva e responsabile alla missione della Chiesa in modo proprio e originale, ponendo cioè al servizio della Chiesa e della società se stessa nel suo essere e agire, in quanto intima comunità di vita e di amore» FC (59).
 
Fin dai primi giorni del suo Pontificato, Papa Wojtyla non si è stancato di ripetere la predilezione pastorale per la famiglia, scuola di amore, di fede e di umanità. «La Chiesa considera il servizio alla famiglia uno dei suoi compiti essenziali» si legge nella Lettera alle famiglie “Gratissimam Sane” di Giovanni Paolo II del 1994, e all’Angelus del 5 ottobre 1997 disse: «La famiglia resta una priorità e la più importante sollecitudine della vita e del ministero della Chiesa. Come va la famiglia, così va la Chiesa, e così va la società umana nel suo insieme».
 
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